Netflix, 10,5 milioni di spettatori per la Connected Tv

In occasione del primo Spotlight italiano la piattaforma presenta la strategia advertising per il nostro Paese, tra audience incrementale, Ads Suite, misurazione e contenuti locali
Netflix, 10,5 milioni di spettatori per la Connected TvEvita Barra, Head of Advertising Italy di Netflix, sul palco di Spotlight a Milano (Credits: Virginia Bettoja / Netflix)

Netflix rafforza il proprio posizionamento nel mercato pubblicitario italiano e guarda alla Connected Tv come a uno dei territori centrali della nuova competizione video. È questo il messaggio emerso da Spotlight, il primo evento italiano della piattaforma dedicato al mondo advertising, organizzato a Milano presso l’Auditorium Angelicum e i Chiostri di Sant’Angelo.

Davanti ad alcuni tra i principali decision-maker di brand e agenzie media, la piattaforma ha presentato la propria proposta per gli inserzionisti: un ambiente premium, fondato sulla forza dei contenuti e sull’attenzione del pubblico, in cui i brand possono inserirsi con messaggi più rilevanti e contestuali. La missione resta quella di intrattenere gli utenti; il valore pubblicitario nasce proprio dalla qualità di quel coinvolgimento.

Il dato più rilevante riguarda la crescita del piano con pubblicità. Secondo quanto illustrato da Evita Barra, Head of Advertising Italy di Netflix, in Italia l’offerta raggiunge oggi 10,5 milioni di spettatori attivi mensili, in aumento rispetto ai 7,5 milioni dello scorso novembre. L’87% degli abbonati, inoltre, guarda contenuti ogni settimana.

Netflix e la Connected Tv

Per Netflix, la dimensione dell’audience è solo una parte della proposta. Un elemento centrale riguarda infatti la capacità di intercettare spettatori che non vengono raggiunti facilmente dagli altri servizi streaming. La piattaforma indica un livello di esclusività dell’audience che va dal 64% rispetto al primo player fino al 90% nel confronto con gli altri operatori.

Per il mercato pubblicitario questo significa soprattutto reach incrementale: non una semplice sovrapposizione di contatti, ma la possibilità di ampliare la copertura video verso pubblici complementari. È su questo terreno che Netflix prova a collocarsi nel mix degli investimenti, non come alternativa secca alla Tv lineare o agli altri mezzi digitali, ma come componente di una pianificazione video più integrata.

A sostegno dell’efficacia delle campagne, Barra ha citato anche una meta-analisi su oltre 150 studi Lucid relativi a campagne realizzate su Netflix nei principali mercati europei, Italia inclusa. Rispetto alla media del mercato, le campagne sulla piattaforma registrano awareness tre volte più alta, ricordo della pubblicità 5,6 volte maggiore, brand consideration 8,4 volte superiore e intent 3,2 volte più elevato.

Connected Tv, attenzione e Total Video Strategy

Il tema della Connected Tv è stato approfondito in un panel guidato da Stefania Duico, Senior Director Marketing per l’Italia e la Grecia di Netflix, con Andrea Lamperti, direttore dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, e Alessandro Stoppa, Managing Director Italy di AudienceProject.

Lamperti ha collocato la crescita dell’offerta advertising di Netflix dentro una trasformazione strutturale del mercato italiano. Il digitale vale ormai il 53% della raccolta complessiva e il video si conferma il formato dominante. La cosiddetta Tv 2.0, che comprende Connected Tv, smart Tv e servizi streaming con pubblicità, vale già oltre 700 milioni di euro nel 2025 e dovrebbe superare gli 830 milioni a fine 2026.

La direzione indicata è quella di una Total Video Strategy, in cui Tv lineare, streaming e Connected Tv contribuiscono in modo complementare agli obiettivi di copertura, frequenza e comunicazione. La Connected Tv, in questa prospettiva, offre agli inserzionisti reach aggiuntiva rispetto alla televisione tradizionale, maggiore precisione nel targeting e un controllo più puntuale sulla frequenza.

Stoppa ha invece concentrato l’attenzione sul significato di ambiente premium. Non basta la qualità del contenuto: conta anche la modalità di fruizione. Gli ambienti “sit-back”, in cui lo spettatore sceglie intenzionalmente cosa vedere, creano condizioni più favorevoli all’efficacia della comunicazione. La questione, quindi, non è soltanto essere presenti, ma risultare rilevanti in un contesto capace di trattenere l’attenzione.

Dal panel è emerso anche il nodo della misurazione. Reach e attenzione non vengono presentate come metriche alternative, ma come indicatori complementari. La scala resta necessaria per costruire presenza mentale, mentre la qualità del contatto diventa decisiva per valutare l’impatto reale delle campagne. Per brand e agenzie, la sfida è superare una pianificazione per silos e adottare strumenti più coerenti con un ecosistema media già cambiato.

L’evoluzione della Netflix Ads Suite

La tecnologia è l’altro pilastro della proposta advertising. Netflix ha ricordato il lavoro sviluppato in oltre vent’anni su intelligenza artificiale e machine learning per alimentare il proprio sistema di raccomandazione dei contenuti. Oggi quella stessa infrastruttura viene applicata alla pubblicità attraverso la Netflix Ads Suite, che combina dati di prima parte, segnali comportamentali in tempo reale e targeting avanzato.

La suite consente di raggiungere il pubblico giusto nel momento più adatto e accompagna l’ampliamento dell’offerta pubblicitaria della piattaforma. Evita Barra ha richiamato, in questo senso, i test sui nuovi annunci personalizzati, capaci di adattarsi dinamicamente ai comportamenti di visione degli utenti, e l’apertura di nuove destinazioni e formati per i brand.

Tra le aree di sviluppo indicate ci sono Clips, video verticali pensati per la fruizione da mobile e per la scoperta di contenuti legati a serie, film e show Netflix; Tudum, piattaforma editoriale dedicata ai fan e alle community costruite intorno alle principali property della piattaforma; e i podcast, già lanciati a gennaio negli Stati Uniti con contenuti collegati alle storie e ai talent Netflix.

Un altro fronte riguarda gli eventi live. Per la prima volta in Italia, Netflix aprirà alla possibilità di inserire pubblicità anche all’interno di questi contenuti, a partire dall’atteso torneo di tennis Six Kings Slam, in programma a ottobre.

I contenuti italiani in arrivo

Accanto alla strategia advertising, Netflix ha dato spazio anche alla propria offerta editoriale italiana. Tinny Andreatta, Vice Presidente dei Contenuti Italiani di Netflix, ha ribadito l’impegno della piattaforma nel Paese e il lavoro con i produttori indipendenti per realizzare serie, film e programmi non-fiction capaci di raccontare l’Italia nella sua varietà.

È un passaggio rilevante anche in chiave pubblicitaria: i contenuti locali rafforzano il rapporto con il pubblico e contribuiscono a costruire l’ambiente premium che Netflix propone agli inserzionisti. Tra i titoli in arrivo figurano Physical Italia: Da 100 a 1, progetto unscripted basato sulla sfida fisica con, tra gli altri, Federica Pellegrini, Elisabetta Canalis, Yuri Chechi e Luis Sal; Campioni, film con Alessandro Gassmann e Anna Ferzetti; ChiaroScuro, serie light crime ambientata a Roma con Pierpaolo Spollon e Andrea Lattanzi; e Nemesi, thriller psicologico ambientato sul Lago di Como con Pierfrancesco Favino, Elodie e Barbara Ronchi.

Nel finale dell’evento è intervenuto anche il cast della seconda stagione di Maschi Veri, in arrivo in autunno, con Maurizio Lastrico, Matteo Martari, Francesco Montanari, Pietro Sermonti, Silvia D’Amico, Ilenia Pastorelli, Alessio Boni e il produttore Matteo Rovere.

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