Addio alla traduttrice e giornalista Mindy Leigh

Appassionata, precisissima e di una professionalità rara, ha collaborato per quasi 20 anni con Box Office e Tivù, oltre ad aver lavorato con diverse altre realtà del settore cinematografico ed audiovisivo. Ma non solo

Con immenso dispiacere abbiamo appreso che Aminda “Mindy” Leigh è venuta a mancare lo scorso 7 ottobre, a seguito di un tumore molto aggressivo che se l’è portata via molto, troppo velocemente.

Appassionata, precisissima e di una professionalità rara, Mindy ha avuto una lunga carriera – iniziata in BBC – come giornalista, traduttrice e moderatrice di convegni internazionali.
Per quasi 20 anni ha collaborato con la nostra casa editrice, traducendo dall’italiano all’inglese – sempre con impeccabile rigore – molti articoli, per Tivù, Box Office e Italian Cinema, distribuita nei principali eventi industry del settore quale l’EFM – European Film Market, il Marché du Film di Cannes, il Festival di Venezia, MIPCOM Cannes, MipTv, MipLondon e il MIA – Mercato Internazionale dell’Audiovisivo di Roma.

Conosciuta e apprezzata nel mondo del cinema e dell’audiovisivo, negli anni ha lavorato con diverse altre realtà del settore quali Cinecittànews, FilmItalia e la Festa del Cinema di Roma.

Nel 2007 aveva anche fondato AMROS Media Solutions: una società di servizi che raccoglieva un team di professionisti esperti del settore cinematografico e audiovisivo per fornire supporto in lingua inglese alle aziende italiane che desiderassero raggiungere il mercato internazionale.

Oltre all’attività nel settore cinematografico, aveva instaurato importanti collaborazioni di consulenza per la gestione di appalti e bandi della Commissione Europea. Inoltre, era spesso chiamata a moderare importanti convegni internazionali quali la EU Green Week Brussels conference.

Il “green”, insieme al cinema (e al circle singing e alle torte, come ci ha raccontato il compagno e fotografo Pietro Pesce), era una delle passioni di Mindy che amava comprarsi e regalare alberi da piantare in giro per il mondo attraverso la piattaforma Treedom; «ne aveva ben 22 solo a suo nome» ci ha raccontato Pietro.

I funerali di Mindy si svolti nella sua Inghilterra, a Newcastle, nelle scorse settimane.

Noi la vogliamo ricordare ora come una preziosissima, insostituibile collega e compagna di viaggio che, scrupolosissima, andava ben oltre il suo lavoro, scovando i più piccoli errori ed incongruenze negli articoli che le davamo da tradurre. O suggerendo quelle piccole sfumature di significato che arricchivano ogni testo che passasse dalle sue mani.
Con Mindy, eravamo sicuri che non c’era rischio di “lost in translation”.
Con Mindy, eravamo sicuri che le nostre traduzioni fossero perfette.

«Quando doveva moderare questi importanti convegni internazionali che spaziavano dagli argomenti più diversi, si documentava così approfonditamente da mesi prima dell’evento, studiando e parlando coi relatori per ore, da arrivare a conoscere la materia meglio degli stessi esperti del panel che doveva condurre» ci ha raccontato il compagno Pietro.

Ma oltre che una grande professionista, Mindy era una donna empatica, solare e diretta.

«Non ha voluto lasciarsi buttare giù dalla malattia: si è “divertita” a trovare la giusta parrucca per affrontare la chemioterapia, e poi non ha mai voluto far pesare il suo stato. Ha lavorato fino all’ultimo, con tante persone che neanche sapevano cosa stesse passando».

Le sue ultime mail risalgono a fine settembre.

Grazie di tutto Mindy, inutile dire che ci mancherai molto.

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