È cresciuta del 9% sul 2023 l’industria audiovisiva italiana. Secondo i dati presentati da Apa al MIA e contenuti nel 7° Rapporto sulla Produzione Audiovisiva Nazionale, il valore 2024 dell’industria audiovisiva italiana ha raggiunto i 16,3 miliardi di euro. Il settore ha visto una crescita media annua del 4,6% dal 2018, più del doppio rispetto al PIL nazionale. A guidare questi numeri sono la televisione lineare, grazie agli investimenti pubblicitari, e il video online, in continua espansione a doppia cifra.
La televisione lineare rimane anche nel 2024 il primo mezzo audiovisivo con una quota del 52% sul totale del settore; considerando l’area integrata degli Audiovisivi di Rete (offerte tv e online video) la televisione pesa per circa il 61% del totale.
Secondo Il Rapporto, il mercato audiovisivo italiano sta entrando in una nuova fase, passando da un modello “demand-driven” a un modello “product-driven”, con maggiore selezione dei progetti e attenzione alla circolazione internazionale delle opere. In questo contesto il sistema degli aiuti pubblici — e in particolare il Tax Credit — rimane una leva essenziale per sostenere la crescita della domanda, la ricerca della qualità e la produzione indipendente. Servono però rigore, rapidità, semplicità ed efficacia nelle erogazioni.
Sul fronte occupazionale, la filiera dell’audiovisivo italiano coinvolge oltre 124.000 professionisti, con 4.747 donne imprenditrici e una significativa presenza di under 35, pur mantenendo un settore a prevalenza maschile e concentrato nel Lazio.
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