Sarà un 2026 estremamente rigoroso per France Télévisions: il consiglio di amministrazione del servizio pubblico francese ha approvato il budget 2026 che prevede risparmi per 140 milioni di euro, «un nuovo livello storico nella storia di France Télévisions». Il problema sono le risorse pubbliche: in calo di 65,2 milioni di euro rispetto al 2025 e di oltre 200 milioni rispetto a quanto previsto dal Contract d’objectifs et de moyens 2024-2028 (il contratto di servizio pubblico).
Da qui la necessità di un piano di risparmi complesso, che comprende una ulteriore riduzione dei costi di programmazione nazionale, grazie in particolare agli effetti su base annua della riduzione del 5% dei costi di palinsesto avviati a settembre 2025. Aumenterà il ricorso alle repliche, verranno fermate alcune trasmissioni e si rinuncerà all’organizzazione di Eurovision Junior sul territorio nazionale nel 2026. Non solo, France Télévisions valuterà la rivendita di alcuni diritti sportivi «identitari» del servizio pubblico.
Ma le difficoltà del servizio pubblico francese si rifletteranno su tutta l’industria audiovisiva nazionale: il gruppo intende ridurre gli impegni nella creazione audiovisiva, per allinearli alle proprie capacità di budget, tanto da voler avviare una trattativa con le organizzazioni professionali per cambiare i termini dell’accordo concluso nel 2024.
Ulteriori risparmi arriveranno da un maggiore controllo sui costi del lavoro, ulteriori sforzi per calmierare i costi operativi e strutturali e dalla cessione di beni immobili. France Télévisions intende anche valutare le modalità di copertura dei canali sul digitale terrestre, tema da discutere con Arcom, l’Authority francese. Ulteriori risorse dovranno invece arrivare dalla pubblicità: il servizio pubblico francese si è posto un obiettivo commerciale di crescita di 27 milioni di euro, sostenuto principalmente dall’aumento del fatturato pubblicitario sul digitale.
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