La tv deve rimanere rilevante

L’editoriale del numero di GENNAIO/FEBBRAIO 2026 di Tivù

Un risultato è ormai certo e assodato: i dati macroscopici indicano che la televisione non sta perdendo tanto (e solo) spettatori e utenti, ma soprattutto che sta perdendo la loro attenzione. Di fatti questo è il fenomeno le cui molteplici e multiformi ricadute fotografiamo in lungo e in largo nel nostro approfondimento a partire da pag. 20. Ma da cosa partire?

Quali sono i passi essenziali ormai ineludibili senza i quali la tv – impegnata nel confronto-scontro con social, gaming e app – rischia di perdere in rilevanza?

Riflettendo, vien da dire che si potrebbe cominciare a progettare i contenuti senza assecondare la distrazione: fare programmi per un pubblico che si presume distratto – a prescindere – da altri device, sta abituando sempre più gli spettatori a non guardare la tv, bensì a tenerla come sottofondo. Ecco perché, per difendere sé stessa, la tv deve difendere la complessità dei suoi programmi, trattandola come valore competitivo: semplificare trama, dialoghi e struttura rende i contenuti intercambiabili, mentre la complessità (la ricchezza, verrebbe da dire, in alcuni casi la “qualità”), se ben scritta e prodotta, è ciò che crea identità, fedeltà e reputazione. Quindi, crea valore, anche a livello pubblicitario…

In più, anche le metriche devono cominciare a misurare meglio tale valore, perché il numero di persone e il lasso di tempo speso davanti o vicino allo schermo non sono più sufficienti come parametri di riferimento. Il mercato deve iniziare a distinguere tra attenzione ambientale e attenzione reale; anche perché è assodato che alcuni generi e programmi assicurano una qualità di attenzione più elevata rispetto ad altri che invece sembrano avere risultati quantitativi più elevati.

Insomma, per migliorare la sua rilevanza nell’immediato futuro il mezzo televisivo deve tornare al passato, ovvero ricordarsi le ragioni per cui esiste: la televisione vince quando costruisce storie e immaginari condivisi, non quando fa un passo indietro scegliendo – deliberatamente – di trasformarsi in rumore di fondo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
In caso di citazione si prega di citare e linkare tivubiz.it