26 Febbraio 2015  16:39

Anica e Apt, duro attacco a Lidia Ravera

Antonio Autieri
Anica e Apt, duro attacco a Lidia Ravera

Le due associazioni, dopo le interrogazioni di Francesco Storace e le risposte considerate “gravi” dell’assessore alle attività culturali della Regione Lazio, stigmatizzano la scarsa conoscenza e difesa della legge sui finanziamenti alla produzione

Si infiamma il caso nato dalle contestazioni di Francesco Storace, esponente della Destra contro i finanziamenti regionali della Regione Lazio alla Wildside di Mario Gianani, marito del ministro Marianna Madia. Per Storace, che ha presentato un’interrogazione al Consiglio regionale, contestando un presunto conflitto di interessi nei finanziamenti – peraltro automatici e non discrezionali – alla Wildside. Ma le deboli risposte dell’assessore alle attività culturali della Regione Lazio, Lidia Ravera, hanno suscitato le proteste delle associazioni dei produttori. L’assessore Ravera, rispondendo ieri all’interrogazione, ha infatti affermato «Se dipendesse da me, ma non dipende da me, finanzierei soltanto la sperimentazione, finanzierei i giovani, i giovanissimi, quelli che non riescono ad avere una prima occasione, una prima chance per farsi vedere. Io penso che il danaro pubblico debba andare nella direzione di chi ne ha bisogno e che non debba mai essere una regalia di nessun tipo, laddove si stia dentro il mercato, ed è nel mercato che bisogna rischiare e scommettere senza chiedere danaro pubblico. Questo è il principio ispiratore del lavoro che ho fatto in questi due anni. Non è molto facile invertire la tendenza. Ci sono anni e anni dietro in cui le cose sono andate in un altro modo e cambiare completamente filosofia rispetto ai finanziamenti nel mondo della cultura è un processo forse un po’ più lungo di quello che noi pensiamo».

 

Durissima la risposta di Anica e Apt, tanto all’interrogazione di Storace quanto all’assessore Ravera. «Nel Consiglio regionale del Lazio – si legge in una nota congiunta riguardo alle contestazioni della legge – è stata svolta un'interrogazione (che appare ignorare la legislazione in vigore) fortemente critica verso i contributi per la produzione riconosciuti a una delle più rilevanti e rispettate case di produzione audiovisiva italiane. A seguito sono apparsi sulla stampa articoli basati su notizie e interpretazioni infondate. La disinvolta manipolazione di vicende della vita professionale di chi lavora rischia e crea valore, in un'industria fondamentale per il Lazio e per il Paese, è fatto abituale e ormai stucchevole, e non mette conto trattarne. Con l'aggravante, in assenza di argomenti legittimi e comprovanti illeciti, di invadere la sfera privata e di alterare la realtà dei fatti, relativi ad una realtà produttiva attiva da più di un decennio nel settore».

 

Ma ce n’è anche per la sconcertante risposta della responsabile della Cultura nel Lazio: «Appare invece grave la posizione espressa dall'assessore alle attività culturali della Regione Lazio, Lidia Ravera. I finanziamenti sono stati riconosciuti alla Wildside in base a una legge: erano dovuti perché quella società aveva tutti i requisiti previsti. Non potevano essere negati per nessuna ragione. La legge agisce infatti in base ad automatismi: un sistema civile, che serve proprio ad operare in trasparenza, al riparo degli interventi discrezionali della politica».

 

Anica e Apt stigmatizzano la «preoccupante mancanza di conoscenza della natura dell'industria audiovisiva» dell’assessore Lidia Ravera, che «invece di difendere la legge e i suoi principi, ha espresso sue opinioni personali, sostenendo il ritorno a meccanismi tradizionali di discrezionalità (di triste memoria), affermando che a gusto suo avrebbe preferito non far erogare i contributi in questione, per un problema di "conflitto d'interesse": palesemente inesistente a norma di legge. Queste affermazioni provano come l'esistenza di meccanismi automatici sia una fondamentale garanzia per i cittadini, proprio perché li mette al riparo dalle incursioni improprie e indebite della politica».

 

Le due associazioni di produttori cinema e tv, in conclusione, chiamano in causa per un chiarimento anche il presidente della regione Nicola Zingaretti: « Anica e Apt si sentono profondamente colpite dal mancato riconoscimento dell'importanza del settore che, anche grazie ai fondi regionali, è riuscito negli ultimi cinque anni a contenere, e poi azzerare, il fenomeno della delocalizzazione, sostenendo sulle sue spalle i riflessi della crisi economica e la forte riduzione degli investimenti delle emittenti, garantendo il lavoro di decine e decine di migliaia di lavoratori. La nostra industria chiede al Presidente Zingaretti un incontro urgente per fare chiarezza e ripensare le competenze».

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