16 Febbraio 2021  09:11

Pubblicità: 2020 a-11%

Eliana Corti
Pubblicità: 2020 a-11%

©pixabay

Nielsen certifica il sorpasso del digital sulla televisione nel mercato italiano

Il 2020 del mercato pubblicitario italiano si chiude con una flessione dell’11% rispetto al 2019, che si attesta a -15,3% se si esclude dalla raccolta web la stima Nielsen sul search, social, classified e Ott. Nel complesso, il mercato si ferma a 7,82mld di euro (8,79mld nel 2019), registrando nel mese di dicembre un incremento del 3,8% su dicembre 2019. In particolare, la televisione chiude l’anno con una flessione del 9,5% a 3,25mld (da 3,59mld) e un incremento del 10,4% nel singolo mese di dicembre, con una quota di mercato pari al 41,6%. Internet, sulla base delle stime di Nielsen, segna una crescita del 10,1% a dicembre, portando a una perdita del 2,1% sul singolo mese ((-0,8% se si considera il solo perimetro FCPAssointernet): il digitale conta, secondo Nielsen, il 41,9% del mercato pubblicitario, affermandosi come primo mezzo del mercato davanti alla tv. Chiudono a -16,2% i quotidiani, -36,6% i periodici, -25% la radio, -45,1% l’outdoor, -57,1% il transit e -29,5% il direct mail. Non risultano ancora disponibili i dati di Go Tv e Cinema.

È stato un anno atipico dove si sono bruciati in totale 968mln di euro. Dopo i primi due mesi di crescita, il primo lockdown (marzo-giugno) ha perso 1,058mld (-33%), il secondo (ottobre-dicembre) 22mln (-1%), segno che gli operatori, soprattutto nei settori in minore sofferenza, hanno ripreso a comunicare con regolarità”, spiega Alberto Dal Sasso, AIS Managing Director di Nielsen.

Sono 13 i settori merceologici in crescita: tra le migliori performance, quelle di finanza/assicurazioni (+109,2%), gestione casa (+81,3%) e industria/edilizia/attività (+61,8%), Crescono anche i settori distribuzione (+6,1%) e enti/istituzioni (+18,2%). Andamento negativo per automobili (-25,9%), farmaceutici/sanitari (-13,9%) e bevande (-17,2%).

“Le previsioni da più parti espresse su scala globale, ed in particolare per l’Europa, vedono un recupero di quanto perso durante il 2021. Monitoreremo se i primi mesi confermeranno questa tendenza”, conclude Dal Sasso.

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EDITORIALISTI

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    L’assunto è certo: causa pandemia gli ascolti sono cresciuti e la pubblicità è diminuita. Ergo, mentre la tv funziona...
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